Lo specchio nero

[EDIT] Commento sugli altri episodi della serie in fondo al post  

Questo é il mio primo love post. Oddio. E' un love post perché parla di qualcosa che mi é piaciuto veramente tanto, anche se questo qualcosa é un'impietosa e pessimistica descrizione della societá contemporanea. Peró almeno oggi non mi lamento. Cominciamo da qui.


Questo é il trailer di Black Mirror, l'ultima fatica di Charlie Brooker, una delle figure piú note della televisione inglese (Screenwipe, 10 O'Clock Live) nonché editorialista del Guardian. Non so voi ma io l'ho trovato brillantemente inquietante, complice anche l'ottima scelta dei Portishead come sottofondo musicale. In Italia Charlie Brooker non é molto conosciuto nonostante sia stato per alcuni giorni un internet phenomenon grazie al suo caustico commento sull'affaire Ruby, prontamente sottotitolato, finito sui giornali online nostrani e ampiamente condiviso sui social networks.

Black Mirror é una trilogia di brevi film per la tv che analizzano come la recente (e futura) accelerazione tecnologica abbia cambiato (e potrebbe cambiare) la societá. Da qualche anno a questa parte siamo letteralmente circondati da schermi luminosi (tv, monitors, laptops, netbooks, smartphones, tablets). Schermi che, una volta spenti, diventano appunto degli specchi neri. Trovandomi nel Regno Unito ho avuto la possibilitá di vedere il primo dei tre mediometraggi, The National Anthem (l'inno nazionale), e l'ho trovato semplicemente geniale. E' veramente difficile scriverci sopra un post minimizzando gli spoilers per non rovinarvi il (dis)gusto della visione, mi limito all'incipit.

The National Anthem (2011)
La Principessa d'Inghilterra, unica erede al trono, viene rapita nella notte. Poco dopo, su YouTube viene caricato un video di rivendicazione in cui l'ostaggio legge un messaggio del rapitore. Unica condizione per la sopravvivenza della Principessa: alle ore 16 dello stesso giorno, il Primo Ministro inglese deve avere un rapporto sessuale con un maiale, in diretta televisiva e a reti unificate.

Partendo da questa premessa surreale, Brooker condensa in soli 45 minuti una notevole quantitá di riflessioni, a mio parere affatto banali. In un mondo dove le informazioni si possono diffondere cosí facilmente, fino a che punto é possibile per il potere influenzare l'opinione pubblica? Dove finisce il diritto ad essere partecipi di ció che accade e dove comincia un sadico voyeurismo di massa? La possibilitá di sfogarsi collettivamente e in forma anonima (come fá il sottoscritto ad esempio) rappresenta realmente una conquista di civiltá? The National Anthem ha il merito di rispondere a tutte le domande, forse in maniera opinabile, ma evita di sollevare questioni per poi lasciarle aperte (particolarmente illuminanti sono le immagini che si alternano ai titoli di coda).

La visione sociale che Brooker ci consegna in questo lavoro é in netta contrapposizione con quanto ci propina mensilmente Wired Italia, ovvero che maggiori possibilitá di comunicazione portino inevitabilmente ad un mondo piú civile. Ció non implica un'avversione preconcetta alla tecnologia, solo un sano scetticismo. Del resto, Brooker inizia la sua carriera come esperto di videogiochi e usa abbondantemente i new media, come risulta ovvio dal suo profilo twitter (attenzione, pieno di spoiler su Black Mirror se cliccate qui).

Dead Set (2008)
Dopo l'eccellente Dead Set (zombie story ambientata nella casa del Grande Fratello inglese, con tanto di reale presentatrice dello show che viene zombizzata nei primi minuti), con Black Mirror Charlie Brooker ha creato un'altro esempio di narrazione televisiva innovativa, fulminante e profondamente politica, perlomeno a giudicare dal primo episodio della trilogia. Il secondo (15 Million Merits) é ambientato in un futuro prossimo in cui é un talent-show a decidere le sorti dei cittadini. Il terzo (The Entire History of You), anch'esso fantascientifico, esplora le implicazioni della non-volatilitá della memoria digitale. Quando li avró visti, magari faró un edit del post con due veloci recensioni/commenti.

P.S. Se vi state chiedendo quando si potrá vedere il tutto in Italia, secondo me la risposta é mai. Questi sono proprio quei casi in cui é moralmente auspicabile mandare affanculo il copyright, googlate senza alcun rimorso e troverete il tutto (Black Mirror solo in inglese per adesso, ma i sottotitoli in italiano compariranno presto, I presume).

[EDIT] Bene, ho visto anche gli altri due, con mezzi piú o meno legali.


15 Million Merits (2011)
15 Million Merits, molto bello anche questo, l'idea non é nuova (anzi) ma l'esecuzione é molto interessante e piena di ironia. Anche qui vi racconto solo il presupposto della storia e non come evolve. Futuro prossimo, ognuno vive in una cellla fatta di schermi e pedala tutto il giorno guardando altri schermi, ça va sans dire... Unica via di uscita, la (costosa) partecipazione a un talent show. Niente di particolarmente nuovo quindi, ci sono palesi riferimenti a Fahrenheit 451 (l'interazione di persone praticamente lobotomizzate con il sistema tramite uno specchio nero) e Arancia Meccanica (la costrizione a guardare qualcosa di sgradito). Ció nonostante, il mondo in cui si svolge il tutto é molto affascinante (e fotografato benissimo) e la storia é sufficientemente dark (seppur un po' prevedibile nel finale). Il merito principale di questo lavoro stá ancora nell'estremizzazione del nostro rapporto con la tecnologia. Il pubblico del talent show é fatto di centinaia di avatar, ma i loro proprietari sono chiusi da soli in una cella; Brooker descrive lucidamente anche il conseguente imbarbarimento. Ma al di lá di tutto 'sto pippone, Rupert Everett che fa il giudice del talent show é fantastico.

The Entire History of You (2011)
The Entire History of You, questo sinceramente é il piú debole dei tre. C'é molto Eternal Sunshine of the Spotless Mind, anche qui giochetto sulla possibilitá di intervenire tecnologicamente sulla memoria, cosa probabilmente non impossibile in un futuro prossimo (guardate qui e qui e gioite o rabbrividite, come meglio  credete). La stampa inglese non l'ha apprezzato e io sono d'accordo sulle critiche mosse a quest'episodio: non c'é humour (Brooker qui si limita a produrre ma non l'ha scritto lui) e la storia di gelosia non avrebbe avuto bisogno di artifici tecnologici per essere raccontata. Gli attori sono bravi comunque, ed é sicuramente meglio di qualsiasi cosa simile possiate vedere sulla TV italiana (Crimini su Rai2 talvolta non era male ma qui siamo su un altro livello), quindi se vedete gli altri due potete anche dare un'occhiata a questo. 

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